In che anno siamo? Secondo il calendario gregoriano, chiamato così perché adottato da Papa Gregorio XIII nel 1582 d.C., siamo nel 2025… dopo Cristo. Ma ormai da tempo gli studi di storici ed esegeti biblici hanno stabilito che il calcolo della corrispondenza del nuovo calendario, rispetto a quello romano Ab Urbe Condita, sia stato affetto da errori di valutazione per cui non è vero che Gesù è nato nell’1 d.C. bensì bisognerebbe retrodatare questo evento al 7 o 6 a.C. Quindi Cristo è nato… avanti Cristo! Le domande a questo punto sono due: perché nessuno (o quasi) ha proposto nei secoli l’adeguamento del numero di anno solare per correggerlo rispetto agli elementi storici emersi dalla narrazione evangelica, ma soprattutto perché continuare ad adottare, anche in ambito laico, un calendario che si fonda su un evento religioso? La nostra società, atea e materialista fino all’iper-razionalismo, non bada al fatto che il calcolo dell’anno sia intriso di religiosità. Una possibile spiegazione di questa “distrazione” è l’utilità del condizionamento psicologico cristiano-cattolico anche in ambito politico, laico e persino scientifico.

Lascia un commento