Sotto la Piramide di Chefren nella Piana di Giza sarebbero nascoste enormi strutture, evidentemente artificiali, che arriverebbero ad una profondità di diverse centinaia di metri sotto la superficie attuale. Questo l’oggetto della clamorosa scoperta annunciata il 16 marzo 2025 in un’apposita conferenza da parte del team di ricercatori composto da Corrado Malanga, Filippo Biondi e Armando Mei, coadiuvati da Nicole Ciccolo. La conferenza stampa internazionale e la successiva conferenza divulgativa sono state infatti pubblicate una settimana dopo proprio sul canale @EXPEDITIONNicoleCiccolo riscuotendo immediato clamore. Un’attenzione che si riscontra però, almeno nei primi giorni dalla notizia, quasi esclusivamente all’estero e in inglese, soprattutto parlando di YouTube e piattaforme social. In Italia infatti, a parte pagine e utenti già interessati a piramidi ed egittologia, solo la testata PiazzaLevante.it ne ha parlato rispettosamente, mentre su @geopop è stato pubblicato un articolo di confutazione che accusa Malanga e Ciccolo in senso dispregiativo di essere vicini ad ambienti di ufologia e pseudoscienza. Ma proprio da GeoPop leggiamo cosa effettivamente è stato scoperto grazie alla tecnologia del radar ad apertura sintetica (SAR), ovvero “vicino alla base della piramide di Chefren 5 nuove camere sconosciute collegate tra loro e 8 strutture cilindriche verticali cave simili a pozzi circondati da percorsi discendenti elicoidali, che affonderebbero nel sottosuolo dell’altopiano di Giza fino ad almeno 648 metri di profondità terminando in due grandi cubi di lato 80 metri. Gli autori dello studio parlano anche di strutture artificiali a ben 2 km di profondità sotto le piramidi egizie”. Ora c’è da approfondire la scoperta con approccio critico e scientifico, a differenza di chi si autoproclama accademico e fedele alla “scienza ufficiale” e non ha perso neppure questa occasione per screditare ed attaccare con pregiudizio ancor prima di aver potuto studiare scientificamente questa scoperta. Che ha il potenziale di distruggere tutte le teorie sulla costruzione delle piramidi e gran parte della storia ufficiale che ci raccontano da decenni, ancora oggi proposta dagli strumenti del pensiero unico come Wikipedia, l’intelligenza artificiale e l’informazione mainstream. Ma alle domande “chi ha costruito le piramidi, quando, perché e in che modo?” nessuno ancora sa rispondere in maniera definitiva e scientificamente convincente.

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