LUCE è il nome scelto per la mascotte ufficiale del Giubileo ordinario 2025 della Chiesa cattolica. Ma da pupazzo e personaggio giovanile e vivace si è rapidamente trasformata in uno strumento di promozione di sesso, guerra, violenza e denaro, con riferimenti espliciti anche alla massoneria, allo gnosticismo e al satanismo. Nessuna adeguata promozione del cattolicesimo, bensì lo sfruttamento indisturbato dei simboli e delle immagini cristiane per veicolare ben altri valori. Il tutto sul social X dove LUCE è sbarcata come “meme coin”, una criptovaluta (quindi caratterizzata dal forte rischio di perdite) ideata per attirare l’attenzione dei più giovani in tutto il mondo. Dopo le noiose polemiche in occasione della sua presentazione in quanto disegnata con stile manga dal creatore di strumenti ben poco cristiani come i sex toys, tutto si è spento e nessuno parla di cosa sta andando in onda quotidianamente via social da parte dell’amministrazione ecclesiastica. Ma se Bergoglio non è Papa e non lo è mai stato, non ci si dovrebbe sorprendere nel constatare questa deriva subdola e subliminale di stampo anticattolico e luciferino. È la “Chiesa del diavolo” di cui parlava Ticonio, spesso citato da Benedetto XVI. Il problema è il torpore dei presunti cattolici, soprattutto i giovani genitori, che accettano qualsiasi cosa permettendo l’usurpazione del messaggio cristiano sotto i propri occhi occhi.

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